Questa guida spiega quando scatta l'obbligo di pagare la provvigione, quali sono i casi in cui NON è dovuta e come tutelarti con le clausole giuste nel mandato.
Il momento esatto: cosa dice la legge
L'articolo 1755 del Codice Civile stabilisce che la provvigione è dovuta all'agente quando l'affare è concluso per effetto del suo intervento. Ma cosa significa "affare concluso"?
Per capire il momento esatto della conclusione, bisogna rifarsi all'art. 1326 c.c., il quale chiarisce che il contratto è concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell'accettazione dell'altra parte. Di conseguenza, dal punto di vista legale, il compenso dell'agenzia matura già in questa fase.
In termini pratici, la maturazione segue tempistiche leggermente diverse per le due parti:
- Per il compratore: la provvigione è dovuta al momento della comunicazione dell'avvenuta accettazione della sua proposta d'acquisto
- Per il venditore: il pagamento avviene solitamente quando riceve la caparra confirmatoria
Principio generale
La provvigione è dovuta quando l'agenzia ha svolto con successo la sua funzione di mediazione, ossia quando le parti si sono accordate e si sono impegnate a concludere il contratto.
In pratica, l'affare è considerato concluso quando:
- Le parti hanno trovato un accordo definitivo su prezzo e condizioni
- Si sono impegnate reciprocamente (di solito al momento del compromesso)
- L'accordo è vincolante e non può essere ritirato senza conseguenze (caparra confirmatoria)
Quindi, nella maggior parte dei casi, la provvigione diventa esigibile al momento della firma del compromesso, perché è lì che le parti si impegnano definitivamente, versano la caparra e si obbligano a procedere al rogito.
Provvigione al compromesso o al rogito?
Dipende da cosa prevede il mandato che hai firmato con l'agenzia. Esistono due prassi principali:
1. Pagamento al compromesso (prassi più comune)
La maggior parte delle agenzie richiede il pagamento al momento della firma del compromesso. Il motivo è semplice: a quel punto, le parti si sono impegnate, la mediazione è compiuta e il rischio che la vendita salti è minimo (salvo clausole sospensive).
Quando si paga al compromesso
- All'atto della firma del contratto preliminare
- Insieme al versamento della caparra da parte dell'acquirente
- Anche se il rogito si farà tra 2-3 mesi
Questa modalità è legittima e prevista dalla legge, purché sia esplicitamente indicata nel mandato. Se il mandato non dice nulla, alcune sentenze hanno stabilito che la provvigione è dovuta solo al rogito.
2. Pagamento al rogito (meno frequente)
Alcune agenzie, soprattutto le più attente alla tutela del cliente, prevedono il pagamento al momento del rogito notarile. Questo offre maggiore sicurezza: se la vendita salta per qualsiasi motivo (anche dopo il compromesso), non hai ancora pagato la provvigione.
Questa modalità è più tutelante per il cliente, ma meno per l'agenzia, che rischia di vedere saltare l'affare dopo mesi di lavoro senza essere remunerata.
Attenzione
Se il mandato prevede il pagamento al compromesso e firmi senza opporti, sei vincolato. Non potrai contestare successivamente il momento di pagamento.
Se la vendita salta, devo pagare comunque?
Questa è una delle situazioni più delicate. La risposta dipende da due fattori: quando hai già pagato e perché la vendita è saltata.
Hai pagato al compromesso e la vendita salta
Se hai già pagato la provvigione al compromesso e poi la vendita salta, la provvigione generalmente non ti viene restituita. Perché?
- Hai firmato il compromesso volontariamente, impegnandoti a comprare/vendere
- L'agenzia ha compiuto il suo lavoro di mediazione con successo
- Se l'affare salta, la responsabilità è delle parti, non dell'agenzia
Tuttavia, ci sono alcune eccezioni importanti:
Casi in cui la provvigione può essere restituita o ridotta
Clausole sospensive
Se la vendita salta per l'attivazione di una clausola sospensiva valida (es. mancata concessione del mutuo), alcune agenzie restituiscono la provvigione o la trattengono in misura ridotta. Dipende da cosa dice il mandato.
Esempi di clausole sospensive che possono giustificare la restituzione:
- Mancata concessione del mutuo (se prevista nel compromesso)
- Presenza di vincoli urbanistici non sanabili
- Difformità catastali insanabili
- Diritti di prelazione esercitati da terzi
Non hai ancora pagato e la vendita salta
Se il mandato prevede il pagamento al rogito e la vendita salta prima, non devi pagare nulla. L'affare non si è concluso, quindi non è dovuta provvigione.
Attenzione però: se hai firmato una proposta di acquisto vincolante o un compromesso, alcune agenzie potrebbero comunque rivendicare la provvigione sostenendo che l'affare era concluso. Dipende dai termini contrattuali.
Casi in cui la provvigione NON è dovuta
Esistono situazioni in cui puoi legittimamente rifiutarti di pagare la provvigione, anche se l'affare è stato concluso. Ecco i principali:
1. Agenzia non autorizzata (mediazione abusiva)
Se l'agente immobiliare non è iscritto al Registro delle Imprese con attività di mediazione (REA), la mediazione è abusiva e la provvigione non è dovuta.
Come verificare
Prima di firmare il mandato, chiedi la visura camerale dell'agenzia o verifica sul sito della Camera di Commercio. L'attività di mediazione deve essere esplicitamente indicata. Scopri di più su come verificare un'agenzia immobiliare.
2. Informazioni false o incomplete
Se l'agenzia ti ha fornito informazioni false o ha omesso dati rilevanti sull'immobile (es. vincoli, difformità, problemi strutturali), puoi contestare la provvigione.
L'agenzia ha il dovere di verificare lo stato dell'immobile e informare correttamente le parti. Se non lo fa, viola i suoi obblighi professionali.
3. Mancata consegna dell'APE
L'Attestato di Prestazione Energetica (APE) è obbligatorio per legge. Se l'agenzia non te lo ha consegnato prima della firma del compromesso, puoi contestare la provvigione.
4. Doppia mediazione non dichiarata
Se l'agenzia rappresenta sia il venditore sia l'acquirente senza dichiararlo esplicitamente, viola il principio di trasparenza. In questo caso, la provvigione può essere ridotta o non dovuta.
5. Hai trovato l'immobile da solo
Se hai trovato l'acquirente (o l'immobile) da solo, senza l'intervento dell'agenzia, la provvigione non è dovuta. Devi però dimostrare che l'agenzia non ha contribuito alla conclusione dell'affare.
Come tutelarsi: clausole da inserire nel mandato
Il modo migliore per evitare contenziosi sulla provvigione è negoziare il mandato prima di firmarlo. Ecco le clausole che puoi richiedere:
1. Momento di pagamento chiaro
Fai inserire esplicitamente quando pagherai la provvigione: al compromesso o al rogito. Se preferisci pagare al rogito (più tutelante), richiedilo.
Esempio di clausola
"La provvigione sarà dovuta al momento della stipula del rogito notarile, subordinatamente all'effettivo trasferimento di proprietà."
2. Restituzione in caso di clausole sospensive
Se prevedi clausole sospensive (es. mutuo), fai inserire nel mandato che la provvigione sarà restituita se la vendita salta per attivazione della clausola.
3. Percentuale e modalità di calcolo
La provvigione deve essere indicata in percentuale o cifra fissa. In Italia, la prassi è 3% + IVA del prezzo di vendita finale. Assicurati che sia scritto chiaramente.
4. Durata del mandato
Inserisci una durata massima del mandato (es. 6 mesi). Dopo, se non hai venduto, puoi recedere senza penali.
5. Esclusività o meno
Nel mandato esclusivo, ti impegni a vendere solo tramite quell'agenzia. In cambio, l'agenzia dovrebbe offrire servizi aggiuntivi (fotografie professionali, maggior visibilità). Se preferisci libertà, richiedi un mandato non esclusivo.
Mandato esclusivo
Con il mandato esclusivo, se vendi da solo o tramite un'altra agenzia, devi comunque pagare la provvigione alla prima agenzia. Valuta bene prima di firmare.
Hai dubbi sulla vendita del tuo immobile?
Ti aiutiamo a capire il momento giusto e le clausole da inserire per tutelarti.
ParliamoneQuanto costa la provvigione di un'agenzia immobiliare?
La provvigione varia in base al mercato locale e al tipo di immobile. In Italia, la forbice è generalmente tra il 3% e il 4% del prezzo di vendita, più IVA (22%).
Esempio di calcolo
Prezzo immobile: 200.000 euro
Provvigione 3%: 6.000 euro
IVA 22%: 1.320 euro
Totale da pagare: 7.320 euro
Chi paga la provvigione?
In Italia, la prassi prevede che sia il venditore sia l'acquirente paghino la provvigione. A Torino e provincia, tipicamente il venditore paga il 3% + IVA e il compratore il 4% + IVA del prezzo di vendita.
Tuttavia, le percentuali sono negoziabili. In alcune zone, è il solo venditore a pagare. Dipende dagli accordi presi nel mandato. Trattandosi di una prestazione di servizi professionale, alla provvigione va sempre aggiunta l'IVA di legge (attualmente al 22%).
Provvigione per affitti
Nel caso di locazioni, la provvigione è generalmente pari a una mensilità di canone + IVA, suddivisa tra locatore e conduttore.
Cosa fare in caso di contestazioni
Se ritieni di non dover pagare la provvigione (o di avere diritto a una restituzione), ecco i passi da seguire:
1. Verifica il mandato
Rileggi attentamente il contratto di mandato. Cosa dice sul momento di pagamento? Ci sono clausole che tutelano la tua posizione?
2. Raccogli le prove
Se contesti il lavoro dell'agenzia (informazioni false, mancata consegna APE, ecc.), raccogli tutte le prove: email, messaggi, documenti.
3. Invia una contestazione scritta
Prima di andare in causa, invia una lettera raccomandata all'agenzia spiegando le tue ragioni e chiedendo la sospensione o riduzione della provvigione.
4. Mediazione obbligatoria
Prima di andare in tribunale, è obbligatorio tentare una mediazione presso un organismo di mediazione. È più veloce ed economico di una causa.
5. Ricorso legale
Se la mediazione fallisce, puoi rivolgerti a un avvocato per valutare se fare causa. Le controversie sulla provvigione possono richiedere mesi o anni, quindi valuta bene i costi-benefici.
Domande Frequenti
La provvigione si paga quando l'agenzia ha concluso l'affare con successo. In pratica: al momento della firma del compromesso (contratto preliminare) o al rogito notarile, a seconda di quanto stabilito nel mandato. L'articolo 1755 del Codice Civile stabilisce che il diritto alla provvigione sorge quando l'affare è concluso per effetto dell'intervento dell'agenzia.
Dipende da cosa prevede il mandato. La prassi più comune è il pagamento al compromesso, perché in quel momento le parti si impegnano definitivamente. Alcune agenzie richiedono il pagamento al rogito per tutelare il cliente nel caso la vendita salti. Fondamentale è verificare cosa dice il contratto firmato con l'agenzia.
Dipende dal motivo per cui salta. Se hai già pagato al compromesso e la vendita salta per colpa dell'acquirente (es. non ottiene il mutuo senza clausola sospensiva), hai già pagato e l'agenzia non restituisce la provvigione. Se salta per cause previste da clausole sospensive valide, alcune agenzie restituiscono la provvigione o la trattengono. Tutto dipende da cosa prevede il mandato.
Sì, se l'agenzia non ha adempiuto ai suoi obblighi: mediazione abusiva (agente non iscritto al registro), mancata consegna dell'attestato di prestazione energetica, informazioni false o incomplete sull'immobile, mancata verifica della documentazione. In questi casi, il diritto alla provvigione decade.
In Italia, la provvigione varia solitamente dal 3% al 4% + IVA del prezzo di vendita. A Torino e provincia, la prassi consolidata è del 3% + IVA per il venditore e del 4% per il compratore. La percentuale deve essere sempre indicata chiaramente nel mandato o nell'incarico di vendita e comunicata prima della firma della proposta.
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